Future Loop Foundation:
Memories from a Fading Room
Lasciandosi suggestionare dal nome, la future loop foundation che in Memories from a Fading Room apre le porte all’ascoltatore può essere per questa volta almeno qualcosa di diverso dal già noto coacervo jungle di bassi gommosi e batterie a velocità tripla. Si possono scorgere infatti, in fondo a un giardino all’inglese, le pareti ingiallite dietro cui un vecchio hippie raccoglie e cataloga loop e suoni sintetici retrofuturistici, con la pazienza dell’entomologo e l’irragionevole dedizione del collezionista nostalgico. Se non fosse che la nostra Future Loop Foundation non è altro che il nome d’arte, da diversi LP a oggi, del trentaseienne Mark Barrott, dalla gloriosa Sheffield. Moderatamente conosciuto per i suoi dieci anni di non strepitose ma inventive sperimentazioni tra ambient e drum’n'bass, Barrott ha fortunatamente preso una nuova via. Raccolte vecchie cassette di interviste a familiari assortiti, ha costruito sample dopo sample un impressionante campionario personale di quello che sono stati i suoi anni Settanta. Unendo il suono sperimentale di un’epoca pre-punk, un sottile gusto elettronico proprio dei nostri anni e rivoli di memorie d’infanzia rese pallide ma dolci dal passare degli anni, idealizzate ma a loro modo tristi, una nostalgia non ben definita per un decennio non proprio sembra entrare fresca e luminosa da ogni poro. La si respira attraverso le voci incorporee, la psichedelia non invadente, le voci dei bambini, quell’essere sognante e spettrale che caratterizza l’intero album. Nella Future Loop Foundation c’è quasi un voler essere seriosa e concettuale, ma tale intenzione sbiadisce come la stanza dei ricordi di fronte a bordate di tastierone e beat che spalancano l’anima, le scie di elettronica catartica, i loop traslucidi e gli inserti acustici e organici. Dalle parti dei Casino Versus Japan e Marumari più riflessivi, Memories from a Fading Room suona smaccatamente come dei Boards of Canada dal volto umano. Ne emerge un idillio quasi ambient che sa di dolcissima nostalgia artificiale e solenne elettronica. L’edizione con DVD include cinquanta alieni minuti di fotografie e filmati Super 8 a cura di Annie Watson, ad accompagnare istante per istante la musica dell’album.
Visita il MySpace della Future Loop Foundation
Guarda e ascolta alcuni video dal DVD

