28 settembre 2007

Babyshambles: Shotters Nation

bs.jpgCorreva l’anno 2002 d.C. quando quattro figuri vestiti di rosso entrarono nelle nostre vite.
Si diceva che il loro primo album, chiamato Up the Bracket, fosse stato prodotto da Mick Jones. Avevano sguardi particolarmente intelligenti e un talento compositivo scoppiettante.
Si facevano fotografare avvolti da bandiere inglesi, mezzi morti.
Il NME ne fece delle star, rifilando al loro leader, un tale di nome Pete Doherty, degli appellativi alquanto imbarazzanti.
Dopo l’uscita del secondo album Doherty si trovò nei casini. Ebbe infatti la brillante idea di andare a rubare a casa del suo socio, un tale di nome Carl Barât, avendo sperperato tutto il suo denaro destinato al fondo-droga.
Per questo e altri motivi di cui non ci è dato sapere, i Libertines, ovvero la band di cui vi sto narrando, si frantumarono.
Barât diede vita agli originalissimi Dirty Pretty Things, mentre Doherty si dedicò ad una nuova creatura, detta Babyshambles.
I Babyshambles si assicurarono un discreto successo commerciale riproducendo la “formula Libertines”, una sorta di neo-garage influenzato da band chiamate “The qualcosa”, come testimonia allmusic.
Il primo album, denominato magistralmente Down in Albion, ci regalò momenti di estasi durante i quali per poco non scorgemmo Dio che ci faceva ciao ciao da dietro le nuvole.
Doherty, da vero maestro, ci deliziò con la sua voce lamentosa e con la convinzione di aver individuato la formula compositiva perfetta.
Fu infatti copiato a destra e manca, come testimonia la diffusione a tappeto sull’intero territorio mondiale di band lamentose e saltellanti, munite di leader carismatici e scarpe putrescenti.
Come non citare gli straordinari Pigeon Detectives? Che dire poi degli imprescindibili The View, degli affascinanti The Kooks e dei glabri Blondelle (di cui vi abbiamo recentemente parlato)?
Non soddisfatto del suo invidiabile lavoro, in tempi recenti Doherty ha deciso di permetterci di sorridere ancora con mille cuoricini negli occhi, regalandoci Shotters Nation, un album a dir poco straordinario.
Dodici brani divini, tutti identici tra di loro.
Ma vi dirò di più: ognuno di essi è addirittura identico a tutti quelli del primo album, che ovviamente erano stati realizzati secondo un modello ben preciso, e che conseguentemente erano come gemelli.
Con un rapido calcolo otteniamo ben ventotto brani tutti uguali.
Non è incredibile?
E, a scanso di equivoci, Doherty è stato così saggio da plagiare se stesso, nella memorabile Unstookie Titled.
Grazie Pete! E grazie anche a tutti coloro che si divertono alle spalle dell’umanità, incensando Shotters Nation, quasi si trattasse del nuovo Cut the Crap.

Visita il MySpace dei Babyshambles
Guarda il video di Delivery (sotto)

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Playlist

  1. Zeus! Grandmaster Flesh
  2. Lucertulas 8 Ore
  3. J.Tillman Three Sisters
  4. Uochi Toki Permettendomi Artifici Spontanei
  5. A Classic Education Gone To Sea
  6. Bonaparte My Horse Likes You @ Zeit-Online
  7. Black Mountain The Hair Song
  8. Four Tet Nothing To See
  9. Arab Strap Daughters Of Darkness
  10. Shipping News The Delicate

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