17 settembre 2007

Artista della settimana: Tunng

868743760_l.jpgPossiamo cominciare da dove volete. Dal fatto che i Tunng non abbiano mai sprecato un proiettile, o dal fatto che siano bravissimi ad afferrarne tra i denti, come ben raccontano in una delle canzoni – ci sentiamo di dirlo – più belle del 2007, il singolo Bullets. Non è ben chiaro come facciano, neanche a loro stessi. Sta di fatto che la band elettro-folk inglese è riuscita a ritagliarsi un angolo anche nella tela fin troppo sporca del loro genere. Un genere tutto sommato semplice, fatto di pochi elementi: chitarre acustiche (talvolta elettriche), effetti, samples (soprattutto filmici, vogliamo presupporre), tamburelli e diamoniche. E’ vero che il songwriting è fatto di fallacie imprevedibili, e successi assolutamente inattesi, ed è vero che la formula di una grande canzone contiene sempre almeno un elemento imperscrutabile, un segreto ben tenuto. Ma dopo tre dischi c’è poca ragione per sospettare ancora di fortuna, o colpo di genio bizzarro e transitorio. Ed anche se il nuovo Good Arrows è probabilmente meno memorabile di quanto non fosse il precedente Comments of the Inner Chorus, l’arco lirico non si incrina mai e l’occhio prevede lucidamente la traiettoria. Che i Tunng sono tiratori favolosi. E noi, bersagli facili.

Visita il MySpace dei Tunng

Leggi la entry di Wikipedia sui Tunng

Guarda Bullets live al Green Man Festival 2007 (qua sotto)

Playlist

  1. Sparklehorse Sea Of Teeth (live)
  2. Caribou Odessa
  3. Amor Fou Peccatori In Blue Jeans
  4. These New Puritans We Want War
  5. Pontiak Suzerain
  6. Rifoki Zombie Attack
  7. Ok Go! This Too Shall Pass
  8. Hole Skinny Little Bitch
  9. Gil Scott-Heron Me And The Devil
  10. Hermitage Ulrike

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