5 luglio 2007

The Pigeon Detectives: Wait for Me

PigeonDetectives_2006.jpgI Pigeon Detectives, oltre ad essere la band dal nome più allucinante dell’anno corrente, sono anche cinque giovanotti di Leeds, che da qualche tempo hanno imparato a farsi amare incondizionatamente dal New Musical Express. Le conseguenze di tutto ciò sono ben note: questa gente sostanzialmente priva di meriti e giovane in modo davvero imbarazzante si è ritrovata in pochi mesi a dover fronteggiare orde barbariche di ragazzine sbavanti, mentre fino all’anno scorso con ogni probabilità era assimilata al letame.
Di recente il Primo Mondo è stato illuminato dalla realizzazione del loro album d’esordio, che di certo le bimbe italiane amanti di Pete Doherty e Chris Martin non conoscono, vista la loro proverbiale tendenza ad ignorare le novità estere finché anche in Italia non divengono ossessive hit spacca cranio.
Ad ogni modo può essere che i Pigeon Detectives riescano a conquistare anche queste desolate lande peninsulari. E’ tutto da vedere, anche se in effetti hanno i mezzi per riuscirci.
Il loro album profuma di già sentito in modo decisamente rassicurante, anche se a tratti birichino. Ricordiamo a Matt Bowman e soci che plagiare The Passenger non è più una buona idea, perché la conoscono quasi tutti, probabilmente anche i fidanzatini delle potenziali fans, che come vuole la tradizione hanno il compito di inculcar loro una parvenza di cultura musicale.
Per il resto Wait for Me è un disco su cui di certo non sputerei sopra. E’ dominato da chitarre caramellose sulla falsa riga di quelle di Room on Fire degli Strokes, un album che nessuno di noi in tutta sincerità riuscirebbe a definire degno, ma l’educazione, come al solito, ci impedisce di estrisecare i nostri reali pensieri. Wait for Me va però oltre questo genere di suono prefabbricato e sporco-per-finta. E’ l’apoteosi dell’universo culturale NME, in quanto dominato da influenze musicali post 2000. Se gli Arctic Monkeys sono tutti nati tra il 1985 e l”86, i Pigeon Detectives, sulla cui età ho preferito non indagare, sono i loro nipotini senza spirito critico, che non fanno altro che immagazzinare dati senza eliminare quelli inutili o blasfemi. Hanno dato vita ad un prodotto valido, pulitino, in cui volenti o nolenti si percepisce fin troppo che c’è una stata una spolverata con l’acido finale. I contenuti sono però sempre i soliti. Basta guardare i titoli delle canzoni. Sembrano usciti da un’opera di Avril Lavigne, artista che tutti noi stimiamo per la sua lungimiranza.
I Pigeon Detectives, cui noi auguriamo ogni bene, per lo meno ci fanno dono (in senso figurato) di un disco ballabile, cattivello e giovanistico, fatto di rotture sentimentali, baldoria, devastazione alcolica fine a sé stessa e tante altre cose note che rendono bella l’adolescenza.
Ringraziamo con un sorriso ammaliatore e aspettiamo con ansia che questi bei giovani privi di barba vengano a suonare dietro casa nostra, e magari ingravidino le nostre sorelle quindicenni, che dopotutto non aspettano altro.

Visita il MySpace dei Pigeon Detectives
Scarica il brano I’m Not Sorry (via Bring Me Up)
Guarda il video di Romantic Type (sotto)

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Playlist

  1. Zeus! Grandmaster Flesh
  2. Lucertulas 8 Ore
  3. J.Tillman Three Sisters
  4. Uochi Toki Permettendomi Artifici Spontanei
  5. A Classic Education Gone To Sea
  6. Bonaparte My Horse Likes You @ Zeit-Online
  7. Black Mountain The Hair Song
  8. Four Tet Nothing To See
  9. Arab Strap Daughters Of Darkness
  10. Shipping News The Delicate

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