Brano del Giorno: My Sad Captains
Alcune piacevoli scoperte che si fanno all’inizio dell’estate vengono travolte dalle burrascose settimane di vacanze lontane o dalle altrettanto smemorate mareggiate di noia che ci sommergono. Fino a quando una quieta domenica pomeriggio di fine luglio, mentre la casa e le finestre tacciono, ritrovi una canzone che avevi messo da parte e che ti viene incontro con un sorriso silenzioso e trasparente. Fai tuoi la canzone e il sorriso ed esci di casa da solo, pensando ancora una volta a una lunga serie di decisioni prese con maggiore o minore coscienza, ma che alla fine, guarda caso, sembrano tutte incastrarsi per farti arrivare lì, alla tua afosa, solitaria, quieta domenica di pomeriggio di fine luglio.
«It’s all messed up so I start again / but what’s the point when I never win / and I’ve thought of a few / bad decisions that will bring some comfort to you / ’cause you’re the only reason I try / and the competition dies away».
Neanche a farlo apposta, questa canzone viene pubblicata da un’etichetta chiamata Fortuna POP, e non c’è sarcasmo qui. La banda che la canta proviene da Camden e si chiama My Sad Captains. Ricordano tanto qualcosa di un altro outsider come Preston School of Industry, ma mitigati da una sensibilità pop tutta britannica, alla Lloyd Cole, per esempio. E la scrittura dei pezzi ha quel bel respiro disteso alla Go-Betweens.
Hanno appena inciso una cover dei loro beniamini Sparklehorse, Steve Lamacq li ha suonati alla BBC, sono stati in tour con Tilly and the Wall e Loney Dear, fra gli altri, e stanno per andarci anche con Darren Hyman, di hefneriana memoria.
Decisioni sbagliate? Forse. Buona musica almeno? Di sicuro.
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