Live: Vert@Summer Student Festival, Padova, 6/6/2007
Un personaggio di sicuro, Adam Butler, artista inglese da tempo rilocato a Koln in Germania. Inglesissimo nell’attitude quanto europeo nello stile musicale. Butler con il nome Vert ha suonato l’altra sera sul palco del Summer Student Festival di Padova (migliore poster degli ultimi tempi, btw, vedi la seconda foto). Presentatosi con i suoi fidi scudieri al contrabbasso e alla batteria, Mr. Butler ha sciorinato i pezzi dell’ultimo disco – piccolo capolavoro – Some Beans & an Octopus (Sonig), spesso al piano, in altri momenti dedito ad altri strumenti da lui inventati e anche ben deciso a spronare la folla (molto ben disposta) a schioccare dita o a prodursi in un catartico mormorio ohmmmm tutti insieme appassionatamente durante uno dei pezzi acustici. La resa del disco e’ stata ottima: Vert e’ uno dei pochi esempi di un melting pot sonoro che distilla qualcosa di realmente originale e mai sentito prima con un effetto accattivante ed emozionale. Tom Waits meets The Streets, si dice di lui. E in effetti: abbondanza di piano ragtime, semi-parlato su electronics assortite; ma anche jazz, classica contemporanea, saette pop nei momenti topici come nell’inciso di Velocity, echi di cabaret berlinese. Il tutto servito sul palco con sfrontatezza cockney e sicurezza nei propri mezzi. Vert ha dato appuntamento a dopo il concerto a tutti coloro che volessero spiegazioni sui testi. Su questo molto poco inglese, converrete. Davide Golin

