Black Rebel Motorcycle Club: Something’s Wrong
Quando nel 2005 uscì Howl, dopo un primo momento di euforia, mi chiesi (e di certo non fui l’unica) che ne sarebbe stato dei Black Rebel Motorcycle Club. Sarebbero forse divenuti una band totalmente nuova? Avrebbero rinnegato il loro amore per le sonorità noise pop dei Jesus & the Mary Chain? O si sarebbero piegati su sé stessi rimangiandosi i suoni estremamente gradevoli del terzo album?
La risposta è ora disponibile nei negozi. Si tratta di un disco dalla copertina infelice intitolato Baby 81.
Confesso di averlo inizialmente ascoltato con poca attenzione, nonostante i mesi d’attesa. Spesso e volentieri è stato il sottofondo di lunghe trasferte automobilistiche in compagnia del mio consorte, schiacciato dal suono delle nostre voci. Altre volte mi ha accompagnata durante i viaggi in treno tra Vicenza e Padova, a basso volume, per permettermi di ripassare.
In quei momenti posso dire di averlo sinceramente apprezzato. In effetti ad un ascolto superficiale o disturbato Baby 81 è un disco quanto mai pregevole, in cui le sonorità dell’album d’esordio si amalgamano sapientemente con quelle più blueseggianti e acustiche di Howl. Il problema sorge quando la solitudine e il silenzio permettono di dedicarvisi totalmente.
Improvvisamente la prima impressione positiva viene inabissata da un forte senso di smarrimento. Il pezzo d’apertura, Took Out a Loan, si rivela in tutta la sua vacuità. E’ ripetitivo e noioso. Mi fa quasi piangere per la delusione. Ciò che segue si mantiere clamorosamente su questa linea, salvo poche eccezioni. Berlin e Weapon of Choice posso vantare dei suoni accattivanti e dei ritornelli molto orecchiabili, riconducibili alle più che valide Whatever Happened to my Rock ‘n Roll e Spread Your Love, ma del tutto privi della straordinaria immediatezza propria di quest’ultime. L’unica vera perla è Am I Only, una ballata semiacustica in cui convergono i successi compositivi dei BRMC dal 2001 in poi. Nella sua melodia sono rintracciabili tutte le esperienze musicali della band reperibili in commercio, reinterpretate in chiave nuova.
Forse era proprio questa la strada da seguire.
Per eventuali smentite attendiamo la venuta in Italia di questi giovani californiani, in modo da poter valutare la resa dal vivo di Baby 81, un album nel complesso decisamente deludente.
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