30 aprile 2007

Vitaminic Live: Perturbazione @ Circolo degli Artisti, Roma

perturba.jpgC’erano il pubblico e i numeri delle grandi occasioni per l’atteso concerto dei Perturbazione. Nella data romana, la prima del tour che presenta il nuovo album Pianissimo fortissimo, la band di Rivoli è tornata sul palco del Circolo degli Artisti in occasione della festa per i dieci anni di Rockit. È inutile dire che le aspettative erano altissime. Anche se a un primo ascolto l’album suona forse discontinuo e convenzionale, almeno se confrontato con i due precedenti, i live dei Perturbazione si sono sempre dimostrati egregi. Insolitamente presto, è stato Babalot ad aprire la serata. Il suo è stato un microset, una quantità di brani che si conta sulle dita di una mano e di fronte a un pubblico altrettanto numeroso. Il cantautore siciliano che fa musica con chitarra e computer, accasato con la capitolina Aiuola, è stato su troppo poco, davvero poco. Quando a fine concerto è stato ringraziato da Gigi dei Perturbazione non ha raccolto un applauso — lo snobismo del pubblico locale riesce a essere stucchevole. Freschi di trasloco da Aiuola a Sleeping Star sono i Carpacho, spalla dei Perturbazione per la serata. Giocando in casa i Carpacho hanno finalmente aggiunto alla già buona presenza scenica una quasi altrettanto buona resa dal vivo. Il quartetto ha messo in piedi, smontato e rimontato il suo teatrino arguto e autoironico di canzoncine più che canzoni che affondano le proprie radici mobili nell’italpop che con il suo essere spensierato ammazza lo sconforto, rendendo ora più canzoni che canzoncine quei frammenti di postmodernismo cantabile. Problemi tecnici per il loro computer, Windows aveva il singhiozzo.
La sala era piena e si iniziava a sudare quando cinque sesti dei Perturbazione sono entrati, in mezzo agli applausi di un pubblico eterogeneo — gioventù H&M e trentenni spillettati, quindicenni e qualche capello bianco. Tommaso Cerasuolo è arrivato per ultimo facendo stage diving al contrario, spinto sul palco emergendo dalla folla. Rispetto ai loro precedenti concerti romani il colpo d’occhio era meno suggestivo. Niente a che vedere con il palco sul mare di due anni fa o con l’assortimento di lampade di cui si circondavano sul palco nel tour per Canzoni allo specchio, questa volta solo pianissimo fortissimo proiettato sullo sfondo scuro. Sotto la patina sanremese è rifiorita l’attitudine del loro secondo disco, quel pop sorretto dalla nuova violoncellista che sostituisce la ora mamma Elena Diana, quell’intimità sparata verso le stelle dall’energia che infondono nei live e dal sorriso timido di Tommaso, piegato su sé stesso con le mani raccolte al petto. Messo ormai nel cassetto In circolo, purtroppo, con l’immancabile eccezione di Agosto, nella scaletta sono comparsi i nuovi brani, la cover in italiano di Get Me Away From Here, I’m Dying dei Belle and Sebastian, canzone che i Perturbazione hanno davvero fatto propria, e un omaggio a Remo Remotti. E proprio dei B&S nostrani sembrano, quando suonano On/Off. Syria ha accompagnato la voce di Tommaso su Quattro gocce di blu e A luce spenta, aggiungendo però un elemento profondamente dissonante a un’armonia fino a quel punto perfetta, il suo cantato sovrapposto all’abbraccio di velluto di Tommaso. La filosofia è stata quella del non si capisce, tutto in evoluzione e a metà tra qualcosa e il suo contrario. Con il suono di un Nord Electro il bis ha proposto Brautigan e Se mi scrivi. E il bis del bis, con un Tommaso sudatissimo immerso nella calca del Circolo, ha fatto saltare tutti con Mi piacerebbe. Non ci si stanca mai dei Perturbazione.

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Daniele crede non ci sia speranza e spera di sbagliarsi. Intanto scrive per Vitaminic. — Visita il suo profilo

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