Handmade Indie Festival

Enzo Baruffaldi | 30/4/2007

handmade_indie_festival.jpg Lo dichiariamo subito: siamo in pieno conflitto di interessi, ma se Vitaminic vi consiglia caldamente un piccolo festival messo in piedi in pieno spirito Do It Yourself non è solo perché due suoi collaboratori vi partecipano in veste di Dj. Insomma: domani è il Primo Maggio, non starete mica davanti al televisore a farvi raccontare “i cinquant’anni del rock’n'roll” da quelli del concerto di Piazza San Giovanni?
Molto meglio uscire di casa e dirigersi verso Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, per l’Handmade Indie Festival, che vede riunite su un solo palco alcune tra le band più interessanti della scena nazionale: Disco Drive (che hanno appena ultimato le registrazioni per il nuovo album), A Classic Education (al debutto live, un progetto “segreto” presto da esportazione), My Awesome Mixtape (semplicemente la rivelazione del 2007), Seebha (i padroni di casa, se la giocano di eleganza brit), Juxtabrunch (dategli qualche fotomodella e sono pronti per l’NME), Irma Vep (side project dei Death Of Anna Karina) e Nacho Fever (deragliati e divertenti garage rockers). Qualcuna è già passata su queste pagine, altre lo faranno presto. Tutte le info per raggiungerci all’Handmade Indie Festival le trovate sulla pagina myspace del The Cleb. Non mancate!

Vitaminic Live: Perturbazione @ Circolo degli Artisti, Roma

Daniele Giovannini | 30/4/2007

perturba.jpgC’erano il pubblico e i numeri delle grandi occasioni per l’atteso concerto dei Perturbazione. Nella data romana, la prima del tour che presenta il nuovo album Pianissimo fortissimo, la band di Rivoli è tornata sul palco del Circolo degli Artisti in occasione della festa per i dieci anni di Rockit. È inutile dire che le aspettative erano altissime. Anche se a un primo ascolto l’album suona forse discontinuo e convenzionale, almeno se confrontato con i due precedenti, i live dei Perturbazione si sono sempre dimostrati egregi. Insolitamente presto, è stato Babalot ad aprire la serata. Il suo è stato un microset, una quantità di brani che si conta sulle dita di una mano e di fronte a un pubblico altrettanto numeroso. Il cantautore siciliano che fa musica con chitarra e computer, accasato con la capitolina Aiuola, è stato su troppo poco, davvero poco. Quando a fine concerto è stato ringraziato da Gigi dei Perturbazione non ha raccolto un applauso — lo snobismo del pubblico locale riesce a essere stucchevole. Freschi di trasloco da Aiuola a Sleeping Star sono i Carpacho, spalla dei Perturbazione per la serata. Giocando in casa i Carpacho hanno finalmente aggiunto alla già buona presenza scenica una quasi altrettanto buona resa dal vivo. Il quartetto ha messo in piedi, smontato e rimontato il suo teatrino arguto e autoironico di canzoncine più che canzoni che affondano le proprie radici mobili nell’italpop che con il suo essere spensierato ammazza lo sconforto, rendendo ora più canzoni che canzoncine quei frammenti di postmodernismo cantabile. Problemi tecnici per il loro computer, Windows aveva il singhiozzo.
La sala era piena e si iniziava a sudare quando cinque sesti dei Perturbazione sono entrati, in mezzo agli applausi di un pubblico eterogeneo — gioventù H&M e trentenni spillettati, quindicenni e qualche capello bianco. Tommaso Cerasuolo è arrivato per ultimo facendo stage diving al contrario, spinto sul palco emergendo dalla folla. Rispetto ai loro precedenti concerti romani il colpo d’occhio era meno suggestivo. Niente a che vedere con il palco sul mare di due anni fa o con l’assortimento di lampade di cui si circondavano sul palco nel tour per Canzoni allo specchio, questa volta solo pianissimo fortissimo proiettato sullo sfondo scuro. Sotto la patina sanremese è rifiorita l’attitudine del loro secondo disco, quel pop sorretto dalla nuova violoncellista che sostituisce la ora mamma Elena Diana, quell’intimità sparata verso le stelle dall’energia che infondono nei live e dal sorriso timido di Tommaso, piegato su sé stesso con le mani raccolte al petto. Messo ormai nel cassetto In circolo, purtroppo, con l’immancabile eccezione di Agosto, nella scaletta sono comparsi i nuovi brani, la cover in italiano di Get Me Away From Here, I’m Dying dei Belle and Sebastian, canzone che i Perturbazione hanno davvero fatto propria, e un omaggio a Remo Remotti. E proprio dei B&S nostrani sembrano, quando suonano On/Off. Syria ha accompagnato la voce di Tommaso su Quattro gocce di blu e A luce spenta, aggiungendo però un elemento profondamente dissonante a un’armonia fino a quel punto perfetta, il suo cantato sovrapposto all’abbraccio di velluto di Tommaso. La filosofia è stata quella del non si capisce, tutto in evoluzione e a metà tra qualcosa e il suo contrario. Con il suono di un Nord Electro il bis ha proposto Brautigan e Se mi scrivi. E il bis del bis, con un Tommaso sudatissimo immerso nella calca del Circolo, ha fatto saltare tutti con Mi piacerebbe. Non ci si stanca mai dei Perturbazione.

Visita il MySpace dei Perturbazione
Guarda i video dei Perturbazione su YouTube
Visita il MySpace dei Carpacho
Visita la pagina dei download di Aiuola
Guarda un “nostro” frammento del live romano (qua sotto)

Brano del Giorno: Jeniferever

Marina Pierri | 30/4/2007

jenifer.jpgSono svedesi, i Jeniferever. Choose A Bright Morning, il loro album di debutto ristampato da pochi mesi dalla nostra Midfinger Records, si apre come un libro pop-up su di un paesaggio maestoso e melanconico. Ce lo immaginiamo come quello della copertina del loro disco. (per la seconda volta nella stessa giornata) Ci troviamo a parlare di ambient, ma in realtà le suggestioni di genere qui sono molto fioche. I quattro di Uppsala piuttosto prendono a prestito i termini del post-rock, venadolo di uno shoegaze polare che scala il punto più alto di un crescendo sinfonico montato con graziosa indolenza. Segnatevi le loro date italiane:


30 aprile – I Candelai, Palermo
2 maggio – Partyzan, Cosenza

Visita il MySpace dei Jeniferever
Visita il MySpace della Midfinger che li ospita
Leggi un live report apparso sul Guardian

Artista della Settimana: Fursaxa

Marina Pierri | 30/4/2007

burke.jpgNon è necessario avere una grande esperienza musicale per capire che la parola ambient, in musica, rappresenta un luogo immateriale parte spazio e parte suono. Io penso sempre alle note che si fanno mura, pavimenti, terreno, aeroplani, acqua, alberi. Il che equivale ad ammettere che da qualche parte, negli intrighi deliziosi del pentagramma, esiste un principio di costruzione immateriale, ma cognitivamente robusto, solido, molecolare.
Tutto questo mi viene in mente quando ascolto Alone In A Dark Wood della misteriosa Tara Burke, alias Fursaxa, un disco immediato ed impossibile. Lontanissimo dalle radure pastello del pop (ma anche dallo psych-folk a cui pure viene generalmente ricondotta), questa misteriosa stregonessa dell’organo è capace, in maniera quasi letterale, di trasformare un groviglio di strumenti antichi e moderni (balalaica, banjo, violino, autoharp, didgeridoo, una varietà di effetti che includono molto parzialmente l’elettronica) in un bosco. La citazione del titolo è dantesca; del resto, in maniera non dissimile dal lavoro dei White Magic, la foresta di drones di Tara è ultraterrena: il lavoro attinge al bagaglio spirituale e musicale di una badessa del 12esimo secolo, Hildegard of Bingen e proprio al corredo mitico medioevale si rifà Alone. Con Fursaxa, ci si ritrova a camminare nella selva, che è aspra e dura e forte, ma anche elegante, lasciva, assolutamente moderna nel suo essere naturalmente antica.

Visita il MySpace di Fursaxa
Visita il MySpace di All Tomorrow’s Parties Recordings, per cui esce il disco
Visita il blog di Goodfellas, che lo distribuisce

Vitaminic Live: Next Week

Marina Pierri | 30/4/2007

La redazione vi consiglia. Per segnalazioni e quant’altro (scriveteci) marina (at) vitaminic (dot) it. Per altre date di questi ed altri artisti, invece, sapete dove guardare.

lunedì 30 aprile
The Pipettes, Estragon (Bologna)
Rollerball, Bohémien (Bari)
Jeniferever, I Candelai (Palermo)

martedì 1 maggio
Hand Made Indie Festival, The Cleb (Guastalla, RE)
• Jordan + Micecars + Giardini di Mirò, Ex Ipodromo per Epicentro Rock Festival (Leno, BS)
Miss Kenichi, Lady’s In Festival (Godega Sant’Urbano, TV)

mercoledì 2 maggio
Lisa Germano, Circolo degli Artisti (Roma)

giovedì 3 maggio
Richmonde Fontaine, Clandestino per StradeBlu Festival (Faenza)
Maria Taylor, La Casa 139 (Milano)

venerdì 4 maggio
The Horrors, Rainbow (Milano)

sabato 5 maggio
Boredoms, Interzona (Verona)

I Podcast di Vitaminic: polaroid alla radio

Enzo Baruffaldi | 27/4/2007

kech.jpgVenerdì scorso polaroid alla radio ha avuto di nuovo un po’ di graditi ospiti dal vivo.
Questa volta negli studi di Città del Capo Radio Metropolitana, a Bologna, sono venuti a trovarci i Kech, che hanno da poco pubblicato il loro terzo album per la Black Candy Records, intitolato Good Night For A Fight.
La band monzese era in città per aprire l’intenso concerto degli svedesi Amandine all’interno della rassegna Murato, ed è stata davvero una bella serata.
Noi in radio abbiamo fatto quattro chiacchiere, parlato del lungo tour che li ha visti attraversare tutta l’Italia, e poi i Kech ci hanno regalato anche un paio di canzoni dal vivo.
Questa la tracklist della puntata:

The Clientele – Here Comes The Phantom
Somewhere Between – Pop Dreams
The Wombats – Moving To New York
Polytechnic – Won’t You Come Around
Modest Mouse – Fire It Up
Billie The Vision & The Dancers – Absolutely Salutely
Kech – Things (dal vivo in studio)
Kech – First Time (dal vivo in studio)
Those Dancing Days – Hitten
Amandine – Secrets

Scarica la puntata in mp3…
… oppure ascoltala in streaming qui sotto:

Elpa, elettronica dalla Lettonia

Daniele Giovannini | 27/4/2007

plastik_kettle.jpgLa rete riserva sorprese infinite. È tempo che lo si accetti a cuor leggero, senza un’ansia da infinito o un distacco forzato da quanto si può potenzialmente trovare in giro. Attiva dall’ottobre dello scorso anno, Elpa è una netlabel lèttone ben curata e senza fronzoli. Di etichette che offrono spazi e banda a progetti in cerca di promozione ne esistono a decine, senza grandi risultati economici né gloria da rivista. Sono tanti piccoli monumenti alla libertà della rete e al fai-da-te naïf dell’ultimo decennio, quel dilettantismo svergognato che ci regala a volte alcune delle cose migliori che ascoltiamo. Ci sono buone netlabel ed Elpa è tra queste, orientata verso l’elettronica melodica: l’IDM con voglia di farsi ambient, l’indietronica, l’elettronichina di noialtri. Nel suo sito sono finora disponibili per il download gratuito un sampler, un album e due EP. Tra gli EP c’è il notevole Hafer Crunched di ENV(itre), alias Miroslaw Majewski, musicista elettronico di quelli impegnati a premere tasti e girare manopole evocando con poche sbavature atmosfere degne della primissima Warp.
L’album invece è Our Toys Are Better Than Yours, il primo lavoro degli italianissimi Plastik Kettle. Il loro disco è un succedersi di beat e melodie giocose e dichiaratamente sintetiche, che sgorgano da synth e drum machine, tutto il solito equipaggiamento di chi fa musica chino su un laptop, in una foresta di cavi, mescolando suoni a 8 bit in un calderone di plastica.

Visita il MySpace di ENV(itre)
Visita il MySpace dei Plastik Kettle
Ascolta Irony Inside, da Our Toys Are Better Than Yours

Brano del Giorno: Antelope

Marina Pierri | 27/4/2007

antelope.jpgI fan degli El Guapo (che furono) nella foto qui di fianco riconoscerà una faccia nota: quel Justin Moyer in effetti pare sia tornato all’ovile Dischord dopo le vicissitudini causate dal sound mutevole – oggi si direbbe new rave, forse? – dei Super/System. Tornato, si, con il progetto Antelope, che a dire il vero va avanti da diversi anni tra EP e mini e che solo in questo 2007 conosce il debutto, Reflector, in durata-disco. Papà McKaye, comunque, deve potersi dire soddisfatto. Chi segue le vicende in suono della straordinaria istituzione indie/punk di Washington, DC sa che il verbo acustico negli ultimi tempi la fa da padrone — chitarre elettriche in sordina, che raccontano sommessamente storie di ordinaria pazzia politica, bassi morbidi in primissimo piano à la Joe Lally e calls-and-responses mai sufficientemente amplificati, il tutto a favore di una produzione quieta ed incisiva, che affascina e non stordisce, conquista senza fretta nè veemenza. Sono passati vent’anni e vent’anni passano anche per il fondatore-lìder maximo dei Fugazi, gli arpeggiators grignanti della capitale americana. Gli Antelope aggiungono un altro tassello al puzzle. E sposano la causa con grande naturalezza.

Scarica ben tre mp3 gratuiti, incluso il nostro brano del giorno
Leggi la pagina “band” degli Antelope sul sito della Dischord
Guarda Mirroring live

Vitaminic Live: Jan Jelinek @ Nastro Livedesign, Milano

Tomm. | 26/4/2007

jan_jelinek.jpgQualcuno è rimasto vicino al tavolo su cui sono sistemate le macchine. Qualcuno è seduto per terra poco più distante. Molti si trovano a parlare lontano -non abbastanza- accanto al bancone dell’open bar dello sponsor.Molti rimangono a parlare lontano -non abbastanza- accanto al bancone dell’open bar dello sponsor. Il collettivo D-Fuse (che in apertura -dopo il set di Retina.it- ha proposto Latitude, una suggestiva installazìone audio/video fatta di immagini di ponti luci acqua architetture paesaggi barche e veicoli in movimento raccolte in Cina) tiene il controllo della strumentazione video proprio accanto a quello che possiamo ritenere uno degli interpreti più importanti e significativi della scena elettronica tedesca. Jan Jelinek prosegue anche dal vivo il percorso sonoro intrapreso con gli ultimi lavori di studio Kosmischer Pitch e Tierbeobachtungen (~scape, 2005 e 2006). Pochissimi i riferimenti agli elementi peculiari delle sue produzioni passate (Loop-finding-jazz-records e La Nouvelle Pauvreté su ~scape, Improvisations And Edits con l’ensemble giapponese Computer Soup su Audiosphere e Textstar, licenziato come Farben, su Klang Elektronik). Sono lontani i campioni destrutturati ricavati da vecchi vinili jazz, i suoni minimal e i freddi e ovattati dettagli glitch dei -bellissimi e ormai consumati- primi dischi. Molte chitarre. Molti sintetizzatori. Rumori rubati al mondo animale. È una musica fatta di infiniti loop stratificati e tracce sovrapposte in un lavoro incessante di modulazione dei suoni. Una corda tenuta in tensione verso aperture stranianti o su lente discese verso un attimo di quiete. Frammenti densi e sgranati. Momenti di sospensione. È l’ultima sera del Salone del Mobile (e relativo Fuorisalone), forse uno dei pochi momenti -comunque controversi- in cui a Milano si riesce ad ascoltare qualcosa che in altri periodi dell’anno non troverebbe spazio. All’aperto, come questa sera. Spesso in luoghi che, terminati questi eventi, tornano ad essere inaccessibili. O abbandonati.

Visita il Myspace della ~scape
Ascolta Jan Jelinek dal vivo a VPRO – Vuile Toon (2003)
Leggi l’intervista a Jan Jelinek su Stylus
Guarda Modell Stadt Berlin (Jan Jelinek + Visiomat Inc)
Il sito del collettivo D-Fuse

I Podcast di Vitaminic: Giorgio Valletta

Marina Pierri | 26/4/2007

GIORGIOVALLETTA_02.jpg Questa settimana il doppio podcast “…In The Mix” presenta un riassunto speciale del meglio di questo primo scorcio del 2007: come sempre, “’Cos I Can Do It In The Mix” e’ la versione piu’ parlata, di taglio radiofonico ed eclettica musicalmente, mentre “’Cos I Can Play It In The Mix” e’ quella piu’ “suonata”, un dj set di stile dance/elettronico. Qui sotto trovate le scalette. Buon ascolto… – Giorgio Valletta

“’Cos I Can Do It In The Mix – The Best Of”
01. Ben Westbeech SO GOOD TODAY
02. Mark Ronson feat. Daniel Merriweather STOP ME
03. Amy Winehouse BACK TO BLACK
04. Dan Le Sac vs Scroobius Pip THOU SHALT ALWAYS KILL
05. M.I.A. BIRD FLU
06. Bjork EARTH INTRUDERS
07. Shy Child DROP THE PHONE
08. Digitalism POGO
09. Dinosaur jr. ALMOST THERE
10. Midlake ROSCOE
11. Arcade Fire NO CARS GO
12. Ulrich Schnauss feat Judith Beck STARS
13. Cinematic Orchestra TO BUILD A HOME
14. LCD Soundsystem SOMEONE GREAT

“’Cos I Can Play It In The Mix – The Best Of”
01. Midlake ROSCOE (Beyond The Wizards Sleeve rmx)
02. The Field OVER THE ICE
03. Tracey Thorn IT’S ALL TRUE (Martin Buttrich remix)
04. Ben Westbeech SO GOOD TODAY (Yoruba Soul remix)
05. Heartthrob vs Troy Pierce HORSE NATION AMENDED
06. Simon Flower SHINJUKU SKYLINE (Luna City Express remix)
07. Content IT’S SO…
08. Justin Martin THE SAD PIANO (Jimpster remix)
09. Klaxons GRAVITY’S RAINBOW (Soulwax remix)
10. LCD Soundsystem TIME TO GET AWAY (William Russell mix)
11. The Bird And The Bee FUCKING BOYFRIEND (Peaches remix)
12. Tim Deluxe feat. Simon Franks of Audio Bullys LET THE BEATS ROLL
13. Groove Armada feat. Stush and Red Rat GET DOWN (12″ mix)
14. Noze REMEMBER LOVE

Visita il blog di Giorgio Valletta
Scarica il podcast di ’Cos I Can Do It In The Mix
Scarica il podcast di ’Cos I Can Play It In The Mix
Ascolta il podcast di ’Cos I Can Do It In The Mix in streaming (qui sotto)

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