Vitaminic’s Weekly Playlist

Marina Pierri | 28/2/2007

Allora: valutiamo insieme il verdetto della playlist di questa settimana.

10. The Finches
Scarica The House Under the Hill
Per la seconda settimana di seguito, la band di San Francisco si inchioda alla nostra top 10. Nel frattempo, il loro disco ha raccolto l’ammirazione niente meno che del guru del giornalismo inglese Everett True. Se vi sono sfuggiti, cogliete l’ occasione: un folk/pop del genere non dovrebbe passare inosservato.

9. My Awesome Mixtape
Scarica quel che ti pare dal loro MySpace!
Li abbiamo visti ieri sera al Sesto Senso di Bologna e confermiamo che, anche live, questi adorabili slackers hanno una marcia in più. Leggete cosa pensa di loro l’autorevole blogger Inkiostro (che era in prima fila assieme ad un altro paio di leve della nostra redazione…)

8. Tokyo Police Club
Scarica l’intera Daytrotter Session dei TPC!
Qualche giorno fa l’abbiamo definito “Strokes-pop”, ma l’etichetta forse non rende giustizia a questa buona band canadese. Magari non ve ne siete accorti, ma il vostro vicino di casa che il venerdì sera va a vedere tutti quei concerti sta ballando Nature of the Experiment in questo istante.

7. GuillemotsSao Paolo
Ascolta quasi tutto Through the Window Pane sul sito della band
I più lesti di voi sono andati gratis con noi alla loro data milanese, di cui si dicono meraviglie, ma se ne vedono anche (e con un audio perfetto!). Ma, on another note, avete mai dato un’occhiata al loro spettacolare sito? Per lo streaming delle canzoni vi diamo un aiuto: cliccate sui pinguini vicino al faro….

6. Karin
Scaricate quel che vi pare dal loro MySpace
Come non essere incuriositi da un EP che si intitola I’ve Tried Sports but It’s Not My Cup of Tea? Da Parma, un’altra piccola band italiana che teniamo, con piacere, sott’occhio.

5. Loney, Dear
Scarica I Am John ed un sacco di altre canzoni
Scandipop! Emil Svanängen, svedese, è responsabile dello sdoganamento di quel certo sound nordico particolarmente caro ad almeno un membro della redazione di Vitaminic. Scalata la vetta della leggendaria Sub Pop, dunque, la one-man-band dal curioso pseudonimo si appresta a portare in tour il suo bel Loney, Noir.

4. Forget Cassettes
Scarica The Catch
Quale miglior posto di Nashville per mettere su una band? Tra molti cambi di line-up, i Forget Cassettes sono ora un duo e, pensate un po’, potete goderveli dal vivo proprio questi giorni di spalla agli And You Will Know Us By the Trail of Dead. Ammettiamo di avere una mezza cotta per la leader della band, Beth Cameron…

3. Clap Your Hands Say Yeah
Scarica Love Song No. 7
Delusi dal nuovo lavoro dei CYHSY o entusiasti? Noi abbiamo detto la nostra su di uno dei dischi più controversi di questo giovane 2007. Che in due parole suona come un – ci piace.

2. Deerhoof
Scarica + 81
La band di Greg Saunier, lo ammettiamo, ci sta oltremodo a cuore. Ci sono un sacco di ragioni (che abbiamo cercato di riassumere piuttosto grossolanamente) per innamorarsi del nuovo Friend Opportunity . Non che le parole servano particolarmente, eh: il choochoochoochoobeepbeep di + 81 è eloquente a sufficienza. Provare per credere.

1. GuillemotsMade Up Love Song #43
Numero 43? Accidenti. Certo, se le altre 42, di canzoni, sono belle come questa…Piuttosto, se avete ancora fame di Guillemots guardatevi questo secondo filmato risalente a quella bella sera al Transilvania di Milano: We’re Here non è numerata, ma è una serenata magnifica. Garantiamo una duratura gratitudine a chi teneva la telecamera!

Vitaminic Live: Brazilian Girls

Francesco Cremonese | 28/2/2007

Il 27 febbraio a La Casa 139 di Milano ho conosciuto quella che sara’ la mia nuova ragazza. Mi ha guardato da dietro la sua lunga frangia e ha fumato dal mio stesso filtro. Segno inequivocabile che ci stara’. Con me. Io mi chiamo Francesco. Lei Sabina Sciubba, italiana e bellissima, cantante dei Brazilian Girls, gruppo formato da altri tre americani from New York, suonatori di basso, tastiere e batteria. Niente brasiliane, ma chi se ne frega! Lei e’ vestita con una tutina aderente color pelle di cotone. Con disegnati un cuoricino li’ e uno li’. Sotto niente. Lei ha una voce bellissima. E’ stilosa. E’ bellissima. E sul ritmo dei suoi soci si muove come una dea.
Credete a me: di live cosi’ se ne vedono pochi nel corso di una vita. Ballate e imbambolatevi davanti al video di Sexy Asshole, dall’ultimo album dei Brazilian Girls Talk To La Bomb, come io ho fatto ieri sera davanti a loro. Davanti a lei. Che fra poco sarà la mia ragazza. Bellissima.

Guarda la performance dei BG da David Letterman
Guarda il video di Jique

I Love Hot Club de Paris

Marina Pierri | 27/2/2007

photogallery_foto_198.jpgUno squallido locale di Sheffield direi più o meno tre anni fa è stato lo sfondo del mio incontro con gli Hot Club De Paris. Al piano di sotto un normalissimo pub puzzolente, al piano di sopra una moquette, un paio di casse e quattro gruppi che davano un senso alla serata. Il mio “senso” alla serata l’ho trovato quando il mio compagno di mille avventure, Emilio, è corso giù dalle scale urlando “venite su a vedere, c’è un gruppo finalmente decente, qualcosa come gli Owls, i Joan Of Arc”. Insomma sentire questi riferimenti quando ti trovi in Inghilterra non è cosa solita. Gli Hot Club De Paris, tre ragazzi di Liverpool erano nel bel mezzo del loro secondo concerto in assoluto e già mostravano tutto quello che è ora confermato dal disco d’esordio “Drop It ‘Til It Pops”. Stavano suonando “Hello I Wrote A Song For You..” e su un tappeto sonoro alla Storm & Stress, Paul Rafferty, bassista e voce principale, improvvisava un testo che parlava di punk rock kids, myspace kids, kids che portano gli occhiali ma che vorrebbero avere il ciuffo, kids che non sanno dove andare a sbattere la testa e kids che sono innamorati. Finito il pezzo attaccano una brano cantato a cappella trasformandosi in trio vocale, orgogliosi del proprio accento Scouse.
Aderiscono alla rivoluzione messa in atto dai Futureheads, riportare l’attenzione sulle voci quando sotto il tappeto è costruito da solide basi post-punk fatte di cambi di tempo, sussulti improvvisi e secchezza di fondo. Gli Hot Club lo fanno in maniera insolita, i loro riferimenti strumentali sono per lo più statunitensi. Difficile non pensare ai Minuteman: basso che guida i pezzi, suono scarno, sezione ritmica giocosa ma concreta, compatta ed efficace. La chitarra suonata da uno dei due fratelli Smith merita un capitolo a parte: è direttamente figlia delle evoluzioni di Victor Villareal, ragazzino a inizio anni ’90 che si dava da fare nei Cap’N Jazz e ripescato dalla crew dei Joan Of Arc per il super progetto Owls. Gli Hot Club De Paris non lo nascondono nemmeno, se fosse per loro aprirebbero un fan club per le mille formazioni nate dai fratelli Kinsella, non ultimi i Make Believe. Ecco se ora siete frastornati e vi chiedete che cosa c’entrano con il panorama attuale inglese..beh parliamo delle voci. Qui il legame British si spreca. Xtc, Jam e perfino Dexy’s sono i riferimenti che vengono subito in mente quando senti i tre raccontare la storia di come hanno sbancato un casinò, comportandosi da Robin Hood moderni nella bellissima “Who Am I?”.
Leggere che il disco d’esordio esce per Moshi Moshi è semplicemente una ciliegina sulla torta, uno di quei tasselli che ti fa pensare che la storia ora è perfetta. Non perdetevi gli Hot Club De Paris quando passeranno per il bel paese a Marzo! – Jonathan Clancy (fotografia di Giulia Mazza)

Mutt Ramon

Enzo Baruffaldi | 27/2/2007

mutt_ramon.jpgCi sono alcune cose che possono fare soltanto gli inglesi, e se ci prova qualcun altro appare ridicolo. Prendiamo il rito del tè, per esempio, o l’arte dei limerick: hanno bisogno di quello sfondo, di quella classica cornice british, che è loro da sempre, per acquistare pieno significato. Se trasportiamo questa caratteristica in musica, si può dire che è lo humour una di quelle qualità ad appartenere in maniera esclusiva ad alcuni artisti d’Albione. Certo, gli Stati Uniti possono vantare Frank Zappa e i They Might Be Giants, tanto per fare due nomi. Ma quelli, in un certo senso, giocano a un altro livello e sono campioni del mondo. Invece, un certo humour domestico, autoironico ma surreale, noncurante e al tempo stesso intelligente, si può pensare solo associato a quell’isola che si crede al centro del mondo.
Allo stesso modo si possono ascoltare le canzoni dei Mutt Ramon, ovvero Simon Lancaster e Neil Johnson, due colleghi d’ufficio di Manchester non proprio giovanissimi, con una strana propensione sia per le melodie elettropop, sia per il songwriting acustico più tradizionale. A loro poi è da aggiungere un non meglio identificato Robin, che da Helsinki spedisce loro i testi per le canzoni.
Una breve ma significativa carriera all’insegna del Do It Yourself e dell’understatement quella dei Mutt Ramon: questa è gente che descrive lo spirito con cui realizza dischi come la propria “mid-life crisis”. L’approccio a bassa fedeltà può ricordare spesso certi Suburban Kids With Biblical Names. A tratti, invece, quando si sbizzarriscono le Casio, fa venire in mente dei Pet Shop Boys da mercatino dell’usato.
I Mutt Ramon hanno già pubblicato alcuni cd-r e l’anno scorso Utterly Mutterly, un album autoprodotto che raccoglie buona parte del materiale precedente. Ora sta per uscire un nuovo ep, intitolato Lasten Musiikki, per l’etichetta italiana My Honey. A celebrare l’evento, la band britannica verrà a portare un po’ del suo straniante humour in tour anche dalle nostre parti. Ecco le date:

Mercoledì 28 febbraio – Geeks Night @ Morya (Brescia)
Giovedì 1 marzo – Lego (Cesena)
Venerdì 2 marzo – Capannone Sociale (Vicenza)
Sabato 3 marzo – Circolo Arci Ponterotto (Firenze)
Domenica 4 marzo – Zuni (Ferrara)

Visita il sito ufficiale dei Mutt Ramon
Scarica l’mp3 di Silver Moon Boots
Guarda un surreale cortometraggio scritto e girato dai Mutt Ramon (battute in italiano comprese!)
Visita il sito della MyHoney (”quelli che fanno anche il miele!”)

Brano del Giorno: The Ponys

Enzo Baruffaldi | 27/2/2007

theponys.jpgIl prossimo 20 marzo uscirà il nuovo album dei Ponys, intitolato Turn the Lights Out e si tratterà di un piccolo grande salto per la band di Chicago. Intanto perché, dopo due album su In The Red Records (il secondo prodotto da Steve Albini), questo nuovo lavoro uscirà per la Matador, etichetta di New York che ha scritto un bel capitolo di storia dell’indie rock. E poi perché, dopo un ulteriore cambio di formazione (se n’è infatti andato Ian Adams, seconda voce e tastiere), Turn the Lights Out vede John Agnello al banco di regia. Se il nome può non dire nulla, basti sapere che c’è la sua firma dietro quasi tutti i dischi dei Dinosaur Jr. e altre cosucce come l’ultimo dei Sonic Youth.
I nuovi Ponys suonano forse meno fragorosi rispetto agli esordi, ma non per questo l’energia è diminuita. Irruenti ma con stile, con radici garage rock ancora ben evidenti, come in questa anticipazione Double Vision.

Visita il sito ufficiale dei Ponys
Scarica Double Vision in mp3
Guardala dal vivo in un video girato a Chicago
Ascoltala in streaming qui sotto:

Vitaminic Live: Eagles Of Death Metal

Francesco Cremonese | 26/2/2007

La band di Jesse Hughes e Josh Homme (con qualche innesto di Jack Black – quello di School of Rock!) non fa death metal e nemmeno cover degli Eagles, ma rock. Garage rock. E il 21 febbraio al Transilvania di Milano ha fatto sudare sette camice (tutte strappate) al folto pubblico in delirio. Pollici, indici e mignoli alzati, poghi selvaggi e volumi esagerati. E noi di Vitaminic non potevamo perderci un simile macello. Chi non è potuto venire a saltare con gli EODM, si gusti almeno un assaggio della loro carica esplosiva con questo video: le ultime due canzoni del live di Milano. Let’s rock!

Brano del Giorno: The One AM Radio

Marina Pierri | 26/2/2007

oneam.jpgIl fascino insinuante della one-man-band The One AM Radio viene dalla voce corposa di Hrishikesh Hirway. Le sue canzoni raccontano di grandi fragori, di abbandoni e di ritorni in maniera soffice ed orchestrata, combinando la leggerezza del fingerpicking solitario con un nugolo di archi ed ottoni. Se non fosse per lo strano calore che esala il suo terzo lavoro, This Too Will Pass, si direbbe che One AM abbia più che qualcosa a che spartire con l’algido e buio folk di Gravenhurst; invece l’ottimismo che borda la melodia finissima del nostro brano del giorno In The Time We’ve Got ci fa pensare più all’ultimo (bellissimo) lavoro di David Karsten Daniels, oppure, chissà, ad un Beirut che canta dietro uno spesso vetro scuro. Ringraziamo chi ce l’ha consigliato.

Visita il My Space di The One AM Radio
Guarda il video di Witness

Artista della Settimana: Merci Miss Monroe

Marina Pierri | 26/2/2007

mmm.jpgNME is the enemy, ci diciamo l’un l’altro scherzosamente (o seriamente, dipende dai casi). Ma non quando a cavalcare l’onda dei talenti del pop rotondo e limato sono ragazzi capaci ed adorabili come i milanesi Merci Miss Monroe. In effetti, ascoltando il nuovissimo Some Minor Crimes – il secondo disco della band ad uscire per l’autorevole Ghost Records – il primo nome che balza in mente sono i primi (e migliori) Libertines, quelli che tra pose e tunes impeccabili hanno fatto il tramonto arancione ed il cielo stellato del post-brit pop, che ritroviamo questi giorni spezzettato nel firmamento dei sold outs delle Academys londinesi. Circumnavigando il pericolo della reductio, però, ci teniamo a precisare che i mMM con il solito copiaincolla facile non c’entrano granché. Tanto che quando a pochi passi da una canzone piena come Pretty Pretty Dumb fa la sua comparsa Girls in Krakow ci ritroviamo a scambiare l’intro del pezzo per l’inizio di un album dei Built to Spill. Come si dice? Ah, ecco: stoffa da vendere.

Visita il MySpace dei MMM
Acquista, se vuoi, Some Minor Crimes
Leggi la monografia della band su SentireAscoltare
Guarda il video di Play With Fire

Vitaminic Live: Next Week

Marina Pierri | 26/2/2007

Ecco i concerti a cui vi consigliamo di non mancare la prossima settimana:

27 febbraio
Brazilian Girls, La Casa 139 (Milano)

2 Marzo
Junior Boys, Il Covo (Bologna)

3 Marzo
Devastations, Bronson (Ravenna)
…And You Will Know Us By the Trail of Dead, Estragon (Bologna)

I Podcast di Vitaminic: Sabotage! alla Radio

Marina Pierri | 25/2/2007

bboys_sabotage-med.jpgCon un po’ di ritardo rispetto ai tempi abituali del nostro podcast, ecco la puntata di Sabotage! alla Radio andata in onda mercoledì scorso, come sempre, dalle 17.30 alle 19 su Radio Città Fujiko di Bologna. Le nostre rubriche ci sono tutte, dei gran pezzi anche. Due cose: a) venite a trovarci sul nostro MySpace oppure (scriveteci) radiosabotage (at) gmail (dot) com b) ascoltateci premendo play qui sotto oppure scaricate l’intera puntata per ascoltarla in cuffia quando vi pare e vi piace. Il concetto di “scatola chiusa” non fa per voi? Guardate qua sotto cosa abbiamo scelto questa settimana e farcitevi le orecchie – Marina Pierri + Dariella

1. Sweet Piece – RJD2
2. Clockwork Toy – Hot Club De Paris
3. The Ballad Of Sean Foley – Maria Taylor
4. Princess – Datarock
5. Acrostico – Gui Boratto
6. THIS IS RUSCO: Vorrei Avere Il Becco – Povia
7. I Am Somebody – DJ Mehdi
8. I Am John – Loney, Dear
9. Reactor Party – Shitdisco
10. Everyday Weapon – The Ponys
11. RIDATEMI IL 1992: Jump – Kris Kross e Youth Against Fascism – Sonic Youth
12. It’s Only Me – Elvis Perkins
13. Josephine – Ghostface Killah
14. Pink Light – Laura Veirs
15. L’IPOD DI TOTTI: Io, Te ed il Tuo Cellulare – Egle Sommacal
16. Open Your Heart - Lavender Diamond

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