Già vi abbiamo parlato, qualche giorno fa, di Teki Latex, il rapper francese buzzicone che ama la techno e l’Italia. Nel frattempo è uscito un suo nuovo pezzo, dentro una compilation dell’etichetta Arcade Mode (etichetta che gli appassionati già conosceranno perchè è quella di Justice, sebastiAn etc etc etc). Stavolta però Teki l’ha fatta un po’ grossa. Un po’ troppo grossa. Talmente grossa che anche noi che sin dal primo giorno l’abbiamo difeso e sostenuto ci troviamo un po’ in difficoltà. No, non si può spiegare a parole. Dovete ascoltare per credere.
Ascolta un estratto in RealAudio da Vacanze In Italia
Interessa acquistare il disco? sicuro?
Ci sono due momenti dell’anno in cui qualsiasi appassionato di musica (per lo più indie) darebbe via un dente per vivere negli Stati Uniti. Il primo cade a marzo, durante il South by Southwest Festival di Austin (nel quale l’intera città si trasforma in una gigantesca venue), il secondo cade, er, oggi, data in cui la Grande Mela apre le porte alla CMJ Marathon, il mega evento organizzato dal magazine newyorkese.
Ci sono tutti, proprio tutti: dagli Architecture in Helsinki ai Walkmen. Ed ancora non è niente, perchè ci sono almeno duecento band più e meno esordienti, pronte a diventare grandi tra un mese, domani, o tra un quarto d’ora. Il tutto parte stanotte (con fuso orario, ovviamente) e termina il 4 novembre. Di sicuro tutti i vostri blogger americani del cuore ci saranno, a meno che non abbiano una gamba rotta o abbiano vinto la lotteria. Leggeremo per i prossimi dieci giorni di tutti i party VIP e meno VIP, delle migliori performance, delle migliori scoperte. E se in questo momento ci leggete proprio da lì, da New York, sappiate che coviamo nei vostri confronti una dose mastodontica di (bonaria) invidia…
Leggi tutto sugli showcases del CMJ (e “rosica” come noi..)
Secondo Insound, il più popolare sito americano di vendita di dischi indie online, l’acquisto (cfr. ITunes) della traccia singola sta uccidendo il disco. Pensateci. La gente compra una sola canzone e dimentica che, in teoria e specie se il disco è ben fatto, che la canzone singola non è estrapolabile dal continuum musicale (ed a volte concettuale) dell’album nella sua totalità. Beh, il punto è che Insound ha trovato un buono stratagemma per sottolineare il problema – non si possono comprare mp3 “monodose”: prendi uno, prendi tutto. E siccome non è facile convincere il compratore insensibile alla causa, che va sotto il nome Save the Album, il sito ha anche radunato una quantità di ottimi artisti per dire la loro sull’argomento. Salva anche tu l’LP dall’estinzione!
Visita il sito e guarda i clip degli artisti di Save The Album
È la nuova community online, dai contenuti rigorosamente user generated, e raccoglie nuovi iscritti al ritmo decine di migliaia al giorno. “Tutti prima o poi ci apriranno una pagina sopra” dicono gli esperti di marketing.
(E, a proposito, buon Halloween a tutti…)
Sarebbe comodo liquidarli come “la risposta italiana ai Daft Punk”: in realtà i triveneti Scuola Furano come dj sono molto, molto meglio dei due fichetti parigini. Come produttori c’è ancora qualche trascurabile differenza, ma li stanno raggiungendo. Il pezzo qui sopra è del mini-album uscito più di un anno fa: qui però trovate due pezzi usciti sul 12” pubblicato nel frattempo da Mantra Vibes, e il remix che hanno fatto per Stylophonic.
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Guarda gli Scuola Furano che fanno impazzire la folla alla Casa 139 di Milano qualche settimana fa
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Non abbiamo potuto fare a meno di accorgerci che in questi giorni si parla parecchio dei Nirvana. C’è conta “i soldi in tasca” a Kurt Cobain, la rockstar morta più ricca del mondo e c’è chi gira un bel film (pare) su di lui mentre la Signora Cobain posa per la fotografia neoclassico/postmoderna di LaChapelle sulla fu coppia più importante dopo Sid & Nancy. Per finire, e tenete aperte le orecchie, è in uscita finalmente in DVD (dopo circa dieci anni) lo stupendo documentario Live! Tonight! Sold Out!, che ai tempi era talmente diffuso che la maggior parte dei nati negli anni Ottanta, la fascia più “colpita” dalla nascita del mito di Cobain, dice di conoscere tutti i dialoghi a memoria. In caso non abbiate già visto il film, comunque, sappiate che raccoglie quasi tutte le apparizioni dei Nirvana entrate nell’immaginario collettivo: da quella Come As You Are cantata sotto le luci bluastre a occhi stretti fino all’ilare autoparodia di Smells Like Teen Spirit a Top of the Pops…
Leggi la news su Pitchfork

In teoria è poco più che un Flickr (il sito per la condivisone online di album fotografici) con una grafica migliore e una gestione editoriale dei contenuti. Di fatto però Lastnightsparty è il modo più divertente per ficcare il naso “a distanza” in alcuni dei migliori party d’America, sia quelli VIP che quelli più underground. In quale altro posto si potrebbe contemplare il maglioncino verde di Stuart Price/Jacques Lu Cont che mette i dischi accanto a Madonna ad un party di MisShapes?
Visita le gallerie di Lastnightsparty
Fai celebrity-spotting al party di MisShapes

La cricca dei blog inglesi li ha già definiti “una versione dancey dei Libertines” – definizione che a loro non piace – e che non è nemmeno così vicina al vero, dopo tutto. In realtà assomigliano più ai New Order periodo metà anni Ottanta, quando facevano dance “con contenuti”. Comunque: praticamente senza avere ancora un disco fuori, The Teenagers stanno costruendosi un seguito di culto attraverso la rete. E la cosa divertente sono le loro fan: che hanno l’abitudine di scriversi sul corpo “I Love The Teenagers”. Su tutte le parti del corpo, come potete vedere nella foto qui a sinistra, ma soprattutto qui (non completamente Safe For Work).
Ascolta un paio di altre tracce dei Teenagers
Vai a sentirli domani sera a Londra
La chiusura del CBGB’s (di cui anche noi ci siamo occupati) non ha esattamente lasciato un vuoto incolmabile secondo il New York Times. Anzi: la scena dei locali underground newyorkesi sembra oggi più viva che mai.
Leggi l’articolo del New York Times
VIsita il museo virtuale del CBGBs

Ci piacciono assai: a dispetto del fatto di essere così volutamente sottotono (o forse proprio per questo). A dispetto di non sapere assolutamente nulla di loro, se non che sono svizzeri e che il mondo degli m-blog sta lentamente accorgendosi di loro. Un pay off per definirli? “Disco music catatonica per persone che odiano la disco music”. Se diventeranno i “nuovi Zero7” ricordatevi di dove li avete ascoltati la prima volta…
Ascolta altre tre tracce dei Low Motion Disco