Cari Noesìa,
Scopri cosa c’è di male, recita con un certo fare ossessivo la title track di questo EP, ed il caso vi ha affidato un pignolo rompipalle (me) che non aspettava che un invito (inconsapevole) a sezionare un disco.
Dunque, al primo ascolto (dall’esordio di Cenere, che se vi va chiameremo convenzionalmente Yellow) sembrate tre 18/19enni che suonano da un bel po’ (e piuttosto bene), che hanno ascoltato moltissimo The Bends e i Verdena, roba dei Pearl Jam (che io non ho mai amato troppo, quindi non so: diciamo Ten?) e dei Marlene. La prova del booklet mi pare confermi, al netto di un batterista più grande perché quello di prima era un amico ma, santoddio, scazzava sempre il tempo.
Ecco, lo ammetto: a metà dell’autopsia del disco è scattato un transfert irrefrenabile e ora vi identifico con amici, amici degli amici, gente di cui ho letto. Ma è colpa vostra: gli errori di quest’album sono tanto evidentemente figli dell’inesperienza che non possono non far sorridere bonariamente – specie me, che sono adulto anagraficamente e vecchio dentro.
Un esempio: “cospargimi di fiele”, cantate nella seconda traccia, facendo un Verdena. Un Verdena, no? Una specie di maledettismo prêt-à-porter in cui i testi evocano per enumerazione caotica ed associazione sonora. Suona come “miele” ma significa “rancore”, figata. Sennonché “fiele”, prima del suo significato figurato, ne ha uno letterale: significa “bile”. E voi non volevate dire “ricoprimi di bile”, no?
In generale, tutti i testi pagano la scelta rischiosa (che io però appoggio a priori) dell’italiano, soffrendo alla ricerca di un epos originale e sentito: e siccome siete giovani, il Verdenismo è la via più facile. Ve lo giuro, vi capisco – è che io sono vecchio: quando è uscito Valvonauta avevo 16 anni, e mi smuoveva qualcosa dentro. Con l’età subentra il disincanto, e certe cose non fanno più colpo.
Però mi spiacerebbe se vi fermaste qui. Questo EP è dignitoso, perché suonato bene e arrangiato con ottimo gusto (bellissime le chitarre, diceva il mio coinquilino, che adora i suoni para-grunge, puntuali archi e rhodes sulla canzone-maudite Verlaine), semmai limitato da una scarsa inventiva musicale e testuale; ma io sono fermamente convinto che possiate aspirare a molto, molto di più.
Per cui per favore, vi chiedo una cosa: ascoltate altra musica, diversa da quella che vi piace già (da quella che già sapete fare): Eels e Flaming Lips, Tom Waits e Blur, Liars e Girl Talk, Calexico e Neutral Milk Hotel, Notwist e Pavement, Morphine e Sonic Youth, Smiths e Leonard Cohen (sì, vado a caso), se volete persino i maledetti Motorpsycho; e il De Gregori giovane, Paolo Conte, Uochi Toki, Mariposa e Virginiana Miller. E poi le centinaia di cose che non ho scritto qui e che sono in mille altri modi differenti da voi.
Poi provate a fare qualcosa di completamente diverso(cit.), e fatemi sapere. Io ci credo.
Con affetto, Giorgio.
Visita il sito ufficiale dei Noesìa
Guarda il canale Youtube dei Noesìa (c’è anche Danubio, non presente sull’EP Scopri cosa c’è di male