Ambientalismo shoegaze, delicato come fosse un'occasione speciale, a cui invitare persino gli amanti di certo folk dilatato. Anche se i brani sono solo cinque ed un Ep, alla fine della fiera, può lasciare intuizioni e non certezze. Eppure. — Continua a leggere
Deniz Kurtel è un'artista americana, uscita la scorsa primavera con il suo disco d'esordio. House scura e tormentata per un grande disco. Disegnato. (di
Dischi Disegnati)— Continua a leggere
Spazzatura (perché è di questo che si tratta) che arriva da televisione e pubblicità anni 80, resa irriconoscibile. Lo spettro di se stessa, ma uno spettro vivo, bello, raffinato, pulsante, che ti afferra con le sue dita di ghiaccio per trascinarti in un mondo onirico. (di
Letizia Bognanni)— Continua a leggere
Tempo di bilanci di fine anno anche a Kaleidoscope. Per questo abbiamo deciso di dedicare l’ultima puntata del 2011 interamente alla musica uscita nei dodici mesi appena trascorsi. Non necessariamente i nostri dischi preferiti, ma una parte di quelli che ci hanno colpito di più e che abbiamo trovato più in linea con la nostra idea di psichedelia.
Ecco allora pop acido alternarsi a lunghe cavalcate elettriche, scenari inquietanti cedere il passo a paesaggi solari e accoglienti, il folk intimistico incontrare il rumore e la sperimentazione incrociarsi con la bassa fedeltà. E poi, ancora: cover improbabili, improvvisazioni, collaborazioni, ritorni insperati, zombi e… i Peanuts, insieme ai quali vi auguriamo un ottimo Natale e un felice 2012!
Girls – Just A Song
Pure X – Twisted Mirror
Charalambides – Desecrated
Ganglians – My House
No Strange – Echidna
Kurt Vile – Downbound Train
Ty Segall & Mikal Cronin – Suffragette City
Eternal Tapestry & Sun Araw – Night Gallery III
Atlas Sound – Mona Lisa
The Bevis Frond – An Old Vice
Real Estate – Younger Than Yesterday
Dead Skeletons – Psychodead
Thee Oh Sees – Carrion Crawler
Rangers – Zombies (Night)
Woods – Christmas Time Is Here
Kaleidoscope è un programma dedicato alla musica psichedelica che va in onda tutte le domeniche alle 21 sulle frequenze di Città del Capo – Radio Metropolitana. La prossima puntata andrà in onda l’8 gennaio. Per contatti: leccarospi@gmail.com.
L’ultima puntata dell’anno de La Belle Epop è stata molto speciale.
Venerdì sera, per chiudere in bellezza il primo anno di diretta su Città Del Capo Radio Metropolitana di Bologna, Federico ha invitato in radio un po’ di amici a festeggiare. Ci sono stati ospiti i Karibean che hanno suonato in acustico: la band di Ancona ha inondato di canzoni e risate gli studi e ci ha surfato su. Tra un brindisi e l’altro il trio ha raccontato del fulminante mini album di esordio, dei progetti per il futuro e presentato un inedito e un canto natalizio. Ai microfoni c’era anche Enzo Polaroid, toastmaster insuperabile, e a catturare il tutto un cameraman d’eccezione come Pietro di LessTv. Grazie a tutti loro questa puntata è diventata una festa indimenticabile. Buone feste e buon divertimento con l’ultimo podcast del 2011!
Fanzine – Low
Serenades – Come Home
Terry Malts – No Sir, I’m Not A Christian
Terry Malts – Fun Night
Love The Unicorn - Back to ‘98
Be Hop Click – Bolo Loco
[session acustica dal vivo dei Karibean]
Karibean – Rainbow Girl
Karibean – Surfing In The Woods
Karibean – We Need The Sun
Karibean – Gregorian Spring
Karibean – Down Before Xmas
Ultimo appuntamento dell’anno su Vitaminic con il podcast di “polaroid alla radio“, il programma in onda ogni mercoledì sera da Bologna, sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana.
Com’è ormai tradizione consolidata, arrivati a questo punto della stagione mi piace voltarmi per un attimo indietro e scattare una foto ricordo dei dodici mesi passati assieme, stilando la mia personalissima Classifica dei Dischi dell’Anno (la trovate qui), quelli che ho suonato di più e che sono diventati miei migliori amici. Per fortuna c’erano come ospiti al telefono anche La Donna Di Prestigio e il Paso, a mettere un po’ di ordine nella mia smemoratezza.
Ecco la playlist della serata, brindate con noi e Buon Natale!
Girls – Alex
Comet Gain – Thee Ecstatic Library
Clap Your Hands Say Yeah – Maniac
[collegamento con Aurelio Pasini per la rubrica "I consigli del Paso"]
Low – Especially Me
Let’s Wrestle – If I Keep Loving You
I Cani – Hipsteria
Yuck – Get Away
A Classic Education – Place A Bet On You
[in collegamento telefonico La Donna di Prestigio, per quella rubrica che nonostante tutto si chiama ancora "Alcolismo & Moquette"]
Little Dragon – Ritual Union (Maya Jane Coles remix)
Veronica Falls – Beachy Head
Real Estate – Wonder Years
Ex-Otago – Gli Ex-Otago e la Jaguar gialla
Argomento principale questa settimana a Kaleidoscope sono le colonne sonore: sigle di serie televisive statunitensi, cover dei Pink Floyd usate come sottofondo in serial inglesi, rimandi indiretti a uno dei film (oltretutto di un regista italiano) più discussi della stagione, pellicole ambientate a San Francisco ma girate a Los Angeles, “due per uno” bollywoodiani (nel senso che uno score poteva venire usato per più lungometraggi) e, ciliegina sulla torta prenatalizia, licantropi su due ruote.
Ma non è tutto, perché all’interno della puntata si parla anche dell’esordio di Todd Rungren come produttore, di perle di pop britannico, di nuove (o vecchie, a seconda dei punti di vista) versioni di dischi già noti, di cognati musicisti, di band psichedeliche nativo-americane e di uscite hendrixiane postume, senza dimenticare l’appuntamento mensile con Lord Sitar.
Elf Power – Peel Back The Moon, Beware!
Thee American Revolution – Electric Flame
The American Dream – Big Brother
The Cyrkle – Why Can’t You Give Me What I Want
David McWilliams – Days Of Pearly Spencer
Lord Sitar – Black Is Black
The Lost Agency – One Girl Man
The Fuzztones – It Came In The Mail (Raw Heat version)
Nino Bruno e le 8 Tracce – Fare simpatia
Sapan Jagmohan – Main Theme From Andhera / Darwaza
Dan Gere – Werewolves On Wheels (Main Theme)
Boenzee Cryque – Ashbury Wednesday
Jimi Hendrix – I Don’t Live Today (live)
Lincoln St. Exit – Got You Babe
Wolf People – Time
The Brian Jonestown Massacre – Straight Up And Down
Amiche e amici di Vitaminic, benvenuti all’undicesima puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. In scaletta due film e un trailer per quella che è l’ultima puntata del 2011.
Il primo film in scaletta è stato The Artist, di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin (premiato al Festival di Cannes come miglior attore), Bérénice Bejo e John Goodman. Il film è di per sé una scommessa, visto che racconta l’ascesa e la caduta di un divo del cinema muto a cavallo degli anni ‘20 e ‘30. Il giochino è che il film è muto e girato (più o meno) con lo stile usato un’ottantina abbondante di anni fa. Divertente, senza dubbio. E poi ci siamo innamorati della Bejo…
Potevamo lasciarvi senza trailer? Ma no. Ecco quindi una fucilata di acqua marina dolciastra con L’incredibile storia di Winter il delfino. Monnezze di Natale. No, parliamo di delfini mutilati. Ma come si fa?
Infine abbiamo visto per voi Cambio vita, commediaccia di David Dobkin in cui due amici completamente diversi tra loro (uno è un donnaiolo, vitellone, spiantato, l’altro è un avvocato sposato con prole e successo professionale) si scambiano: uno va nel corpo dell’altro per una settimana. La solita girandola di equivoci, conditi da una chilata di umorismo abbastanza greve. Si ridacchia pure, ogni tanto, ma ci guardiamo bene dal dirvi di andarlo a vedere…
Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione@gmail.com, buon anno e a martedì 10 gennaio 2012!
La prematura scomparsa di Jeff Jacobs, trombettista della band, ha, per legge inevitabile, toccato il paradigma Drift. Da quattro a tre in campo e, soprattutto, la scomparsa dello spessore invasivo dei fiati, splendidi nel cesellare l’approccio classicamente strumentale della band (Memory Drawings, del 1998, resta una gemma rara). Eppure, chi ama lo sposalizio fra matematica ed evocazione soffusa, non resterà deluso nemmeno da Blue Hour, comprendendone con facilità forma e sostanza. Un disco di stile, non umorale e lancinante come il predecessore, tuttavia esaustivo nel confermare come la classe riesca a mandare a fottere i periodi. Prevalenze ritmiche, carezze striscianti, dilatazione voluta e bilanciamento tra opacità e fasullo chiarore. Perché l’allegria, da queste parti, oggi non va di moda. Ma il valore e la virtù ancora sì.
Mostri adolescenziali crescono. I soliti vampiri, ormai saturi, contro finti vampiri e nuovi supereroi: le mode cambiano, si evolvono. E cosa fanno le colonne sonore? Figlie dello stesso gioco, dallo schermo allo stereo (ma che dico, smartphone), continuano la buona tradizione. Ma qui bisogna parlare della novità italiana che combatte i botteghini statunitensi: finalmente qualcosa di nuovo. O no?
Grande scalpore tutto italiano per la serie in onda solo su Youtube, finchè poi però tutto finisce nello stesso calderone: gruppi rockmelodici in stile Muse o nu-metal, e poi ritmi dance in acido che piacciono agli alternativi del dancefloor, contro nuove leve dei cuoricioni da classifica capitanati dal cioccolatoso Bruno Mars e dalla passabile Christina Perri. Stiamo parlando della OST di Freaks! contro la nuova puntata dellaTwilight Saga: Breaking Dawn parte I. Pensando di scrivere della prima, sono finita naturalmente sulla seconda, esempione massmediatico della sonorizzazione degli anni Zero. Cosa cambia, e cosa rimane? La ricerca di una propria identità e allo stesso tempo di una approvazione esterna. Se Breaking Dawn I vira su un taglio più mainstream (già i singoli la dicono lunga: vi ricordate, con nostalgia, i Death Cab For Cutie?), Freaks! se ne esce con una cosa che sembra molto distante, eppure vuole piacere allo stesso modo. Sì, vuole disperatamente catturare il pubblico di MTV. — Continua a leggere
Lo scorso fine settimana avrebbe dovuto svolgersi l’ATP organizzato da Jeff Mangum; per chi scrive, l’appuntamento musicale non soltanto dell’anno, ma per lo meno del lustro. Poi, purtroppo, il festival è stato rimandato a marzo, rendendo ancora più eccitante l’attesa ma, al tempo stesso, lasciando un vuoto dicembrino. Vuoto che, nel suo piccolo, Kaleidoscope ha voluto in qualche modo riempire dedicando un’intera puntata al collettivo Elephant 6.
Nel corso dell’ora e mezzo circa del programma trovano quindi spazio tanto i grandi protagonisti quanto gli outsider di quella favolosa scena, la cui storia abbiamo cercato di riproporre dalle origini ai giorni nostri, tra album memorabili e incursioni soliste, scioglimenti e reunion, progetti paralleli e persino un’improbabile quanto divertentissima ipotesi di psichedelia per bambini. Il tutto all’insegna di una multiforme e coloratissima commistione tra sperimentazione, pop acido anni ‘60 e una più moderna estetica lo-fi.
The Apples In Stereo – Tidal Wave
Neutral Milk Hotel – Naomi
The Olivia Tremor Control – The Opera House
The Gerbils – Crayon Box
Jeff Mangum – Two-Headed Boy, Pt. 2 (live)
The Olivia Tremor Control – I Have Been Floated
The Apples In Stereo – Strawberryfire
Of Montreal – My Friend Will Be Me
Beulah – Gene Autry
Major Organ And The Adding Machine – Un, deux, trois
Pipes You See, Pipes You Don’t – Sleep Come Easy
Circulatory System – The Lovely Universe
The Sunshine Fix – That Ole Sun
The Music Tapes – Tornado Longing For Freedom
Robbert Bobbert And The Bubble Machine – The Little Duck
Neutral Milk Hotel – In The Aeroplane Over The Sea
Amiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla decima puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. In scaletta due film e un trailer.
La citazione dall’immortale “Hemingway” di Paolo Conte si adatta bene a entrambi i titoli in scaletta. Il primo è Midnight in Paris, ultimo film di Woody Allen, con Owen Wilson, Marion Cotillard e Rachel McAdams. Una storia fantasiosa e accattivante che, come è facile intuire, è da un lato un’ode alla capitale francese e dall’altro una riflessione sulla vita, il tempo e la felicità. Siamo da sempre dei fan del regista americano, quindi forse il consiglio di andare a vedere il film vi sembrerà scontato, ma… andateci lo stesso.
E infine abbiamo chiuso con l’ultimo film di Robert Guediguian, Le nevi del Kilimangiaro: se nel film di Allen vediamo Hemingway, qui lo scrittore è ripreso con il titolo di uno dei suoi racconti più famosi. Il regista francese torna sui temi a lui cari, o meglio: su quegli ambienti e quelle facca (il proletariato di Marsiglia) che da sempre popolano i suoi film. Qui l’intreccio ha a che fare con i temi della solidarietà, ma anche della disperazione e della violenza, in un contesto di licenziamenti che purtroppo ben conosciamo. Il film che ne esce, però, è debole: non bastano i bravissimi e collaudati attori, infatti, a tirare su una storia davvero troppo intrisa di nobili sentimenti e principi.
Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!